mercoledì 2 ottobre 2013

Pensieri di malattia#7


Nelle memorie di Adriano (Yourcenar), l’imperatore riflette su come la vecchiaia/malattia ci costringa all’abbandono progressivo di attività che sappiamo di non poter svolgere, di incontri che non possiamo più avere, di avventure che non possiamo più vivere. E impiega una suggestiva ed efficace analogia: «Vi sono già zone della mia vita simili alle sale spoglie d’un palazzo troppo vasto, che un proprietario decaduto rinuncia a occupare per intero».

Nei giorni del dolore lo scorrere del tempo subisce una metamorfosi che, anche se prevista, resta pur sempre sorprendente. L’ordinario tempo incalzante, frenetico, insufficiente, improvvisamente si svuota di tutto tranne che del patimento e svaniscono tutti i tentativi di sottrarsi al tormento cercando di accelerare il succedersi delle ore e dei giorni, ormai dotato di un ritmo inesorabilmente estraneo, a noi contrapposto nella sua ineluttabilità, mentre continua a svolgersi l’ordinario tempo della vita degli altri. Tempo di dolore che passerà anch’esso, ma a suo piacimento, nella constatazione della nostra impotente marginalità.

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