domenica 2 maggio 2010

Modi di dire#5/Nun se frega er Santaro

I Santari sui gradini delle chiese romane solevano offrire l’immaginetta del Santo di cui si solennizzava la festa (Un ber San Luviggi! — Un ber San Filippo! — Un sòrdo la vera e mmiracolosa immaggina de la Madonna der Càrmine!). Uno di questi “spacciatori” offriva un giorno cinque nuovi santi di recente canonizzati da Pio VII (papa negli anni 1800-23) strillando: “Un baiocco cinque santi e ‘r papa a uffa!”. Giggi Zanazzo (1860-1911), poeta e commediografo, uno dei fondatori della romanistica, in Novelle, favole e leggende romanesche scrive che “l’affare passò lliscio per un pezzetto, insino a ttanto che nun diede sur naso ar Guverno. 
Un ber giorno defatti er Santaro fu agguantato e mmesso in catorbia. E ddoppo che ce l’ebbeno fatto cantà per un par de mesate, un giorno fu arilassato in libbertà. 
Lui, poveraccio, s’ariprese bbaracca e bburattini, e ss’arimesse a ffa’ de bber nôvo er mestiere; ma strillava sortanto: 
- Un bajòcco cinque santi! 
Quanto un giorno un forestiere (che ar Santaro che cciaveva er naso fino, je puzzò dde spia), je domannò 
- E er papa auffa? 
E llui j'arispose : 
- Nun se frega er santaro. 
E se messe subbito a strillà: 
- Un bajòcco cinque santi!

La saggezza popolare ha tramandato questo aneddoto per sottolineare la giusta prudenza di chi, sulla base di una brutta esperienza fatta, sta attento a non farsi trascinare una seconda volta nello stesso errore: può valere nel commercio, negli esami, in amore e... in politica (!)

1 commento:

Anonimo ha detto...

Il 4 Luglio 1807, l'abate Cancellieri, detto il bello Abate, scriveva al barone Della Penna: «E' un mese che ogni giorno trangugio due gran fiaschi di acqua santa che p..... a tutta passata. Onde sono divenuto anch'io canonizzabile e da vendersi a mezzo quattrino, giacché tutti i cinque nuovi santi (quelli canonizzati poco più di un mese prima da Pio VII°) si vendevano a un bajocco, e il Santissimo Padre Santo a uffa, di cui v'era pure il ritratto, come andava strillando per le strade uno spacciatore imprudente e temerario che fu giustamente arrestato».
Mss. della Nazion. di Roma, Fondo Vitt. Em. 640, pag. 71

***
R. ;-)