sabato 2 aprile 2011

Consolazione#3/La Morte dei Poveri di Baudelaire


La mort des pauvres [La Morte dei Poveri] di Charles Baudelaire

C'est la Mort qui console, hélas! et qui fait vivre;

C'est le but de la vie, et c'est le seul espoir

Qui, comme un élixir, nous monte et nous enivre,

Et nous donne le cœurs de marcher jusqu'au soir;
À travers le tempête, et la neige, et le givre,

C'est la clarté vibrante à notre horizon noir;

C'est l'auberge fameuse inscrite sur le livre,

Où l'on pourra manger, et dormir, et s'asseoir;
C'est un Ange qui tient dans ses doigts magnétiques

Le sommeil et le don des rêves extatiques,
Et qui refait le lit des gens pauvres et nus;
C'est la gloire des Dieux, c'est le grenier mystique,

C'est la bourse du pauvre et sa patrie antique,
C'est le portique ouvert sur les Cieux inconnus!
[È la Morte, ahimé, che consola e ci fa vivere; è il fine della vita, è la sola speranza che, come un elisir, ci esalta e ci inebria, e ci dà la forza di camminare fino a sera; in mezzo alla tempesta, alla neve, al gelo, è la luce che trema all’orizzonte nostro scuro; è la locanda famosa scritta nel libro, ove si potrà mangiare e dormire e riposare; è lei l’Angelo che nelle magnetiche sue dita tiene il sonno e il dono di estatici sogni, e che rifà il letto a chi è povero e nudo; è lei la gloria degli dèi, il mistico granaio, la borsa  del povero e la sua patria antica, il portico aperto sui Cieli sconosciuti! trad. RV]

Tragica consolazione, la sola per gli sconfitti (i poveri, i privi di opportunità, tutti noi?), quella che Baudelaire vede nella Morte! Quando la salute è malattia e la malattia è salute, la morte è la vera fine delle sofferenze, vanamente promessa da illusori, caduchi, ingannevoli messaggi di salvezza.

2 commenti:

PanDharma ha detto...

L'attimo di sereno nel caos calmo della tempesta perfetta;
l'uomo che braccato dalla tigre si cala nel crepaccio: afferrato ad una radice sporgente si rende conto che sotto di lui c'è un'altra tigre, mentre un topolino ha già cominciato a rosicchiare la radice. Vede una fragola selvatica, l'assaggia...che sapore squisito...
L'ichinen sanzen, i tremila mondi in un attimo dell'esistenza e in un attimo dell'esistenza cogliere la completezza/complessità del tutto.
Questo e quello/ne questo ne quello/questo e quello e ne questo ne quello/ne "questo e quello" ne "ne questo ne quello" - e...e/o...o/vel...vel

Riccardo ha detto...

...certo, ma Baudelaire vuole dirci qualcosa sulle situazioni in cui non c'è più neanche una fragola!